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  1. I LOVE LOGICA!

    I LOVE LOGICA!

    Un adesivo per tutti gli amanti della logica!

    Ecco a cosa abbiamo pensato in questi mesi ed ora abbiamo portato a realizzazione. 

    Con ogni ordine in partenza dal nostro magazzino, infatti, troverete in aggiunta la nuova esclusiva etichetta per personalizzare qualsiasi cosa vogliate: smartphones, pc, auto, motorini, quaderni, etc.

    Che aspettate? 

    Date un'occhiata alle novità sul nostro sito, sfoggiate con orgoglio l'adesivo e taggateci sui social...ricondivideremo le idee più fantasiose per usarlo!

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  2. CI METTIAMO LA FACCIA!

    CI METTIAMO LA FACCIA!

    Dal momento in cui riceviamo i vostri ordini a quello in cui li affidiamo ai corrieri, stiamo attenti a metterci tutta l’attenzione che richiedono.

    Elaborazione e spedizione nel giro di 24 ore, un mini catalogo ed un imballaggio sicuro.

    Perchè sappiamo che quando si riceve qualcosa di atteso, le aspettative no vanno deluse!

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  3. PAGAMENTI DIGITALI #2: AMAZON PAY

    PAGAMENTI DIGITALI #2: AMAZON PAY

    Amazon Pay è molto più di un semplice pulsante!
    Questa modalità di acquisto è una vera e propria esperienza, facile, comoda ed immediata.

    La velocità e la fiducia che ormai riponiamo nella grande azienda che è Amazon, ora possiamo riscontrarle anche in Amazon Pay.

    Quali sono i vantaggi ?

    • Protezione dei dati personali
    • Massima flessibilità per pagamenti su qualsiasi canale scegliate, web o dispositivi mobili
    • Un unico account per fare shopping su decine di migliaia di siti
    • Garanzia dalla A alla Z per gli acquisti idonei
    • Comandi vocali per fare acquisti e donazioni

    Ebbene sì, se possedete un dispositivo Alexa, integrarla al vostro Apple Pay sarà semplicissimo. Potrete poi chiedere a lei di concludere l'ordine o controllare il suo stato!

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  4. PAGAMENTI DIGITALI #3: GOOGLE PAY

    PAGAMENTI DIGITALI #3: GOOGLE PAY

    Ai tanti metodi di pagamento accettati già dal nostro sito, si aggiunge ora anche Google Pay!

    Se utilizzi Google come motore di ricerca, ora questo potrà darti una mano anche nel momento di finalizzare i tuoi acquisti. Potrai salvare i tuoi dati, la tua mail e le tue carte su Google e pagare senza pensieri.

    Con Google Pay tutto è più semplice, e i vantaggi sono innumerevoli.
    Qualsiasi sia la tua banca, non avrai alcun problema durante lo shopping.

    Google Pay usufruisce degli altissimi sistemi di protezioni già usati dal famoso motore di ricerca, come ad esempio la crittografia, la possibilità di scegliere un pin di autenticazione e di bloccare il telefono ovunque.

    I pagamenti ora saranno veramente a portata di mano!

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  5. PAGAMENTI DIGITALI #1: APPLE PLAY

    PAGAMENTI DIGITALI #1: APPLE PLAY

    Se possiedi un dispositivo Apple, ora i pagamenti sul nostro sito saranno ancora più immediati, grazie ad Apple Play!

    Apple Pay è di serie su ogni iPhone, Apple Watch, Mac e iPad. Niente app da scaricare o procedure complicate da eseguire. Ti basterà aggiungere la tua carta di credito, di debito o prepagata all’app Wallet e voilà, configurazione terminata.
    Ora puoi iniziare con i tuoi acquisti.

    Apple Pay è un metodo ampiamente accettato su tutte le piattaforme digitali, qualsiasi sia la tua banca.
    Comprando dal motore di ricerca Safari, eviterai la compilazione di moduli interminabili, grazie alla memorizzazione precedente di dati, e potrai finalizzare gli acquisti addirittura con un solo sguardo o tocco.

    I dati personali sono, comunque, sempre protetti: durante ogni acquisto, Apple Pay usa un numero specifico e un codice di transazione univoco.

    Facile no? Come mangiare una mela!

     

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  6. LA FONTANA DELLA VERGOGNA

    LA FONTANA DELLA VERGOGNA

    Palermo, Piazza Pretoria: una fontana che prende il nome dalla pizza stessa e che da molti è considerata la più bella di tutta l'isola.

    E pensare che ne dovette fare di strada per arrivare dove si trova adesso.
    Fu realizzata, infatti, nel 1554 da Francesco Camillani a Firenze, per poi essere trasferita nel 1581 a Palermo, dopo una storia piuttosto singolare. Si racconta del nobile spagnolo Don Luigi Toledo, suocero di Cosimo I de Medici Granduca di Toscana, che decise di abbellire il giardino della sua Villa a Firenze con una fontana davvero monumentale.

    L’opera originaria comprendeva 48 statue rappresentanti figure mitologiche e putti, aveva dimensioni inusuali visto che era destinata ad uno spazio privato aperto ed era fronteggiata da una lunga pergola formata da 90 colonne di legno.
    Nel 1552 Don Luigi Toledo, però, morì e il figlio, indebitato, mise in vendita la fontana capolavoro, che, acquistata dal Senato palermitano, venne smontata in 644 pezzi e caricata sulle navi per essere trasportata in terra siciliana.
    Per far posto alla realizzazione vennero anche demolite diverse dimore di Piazza Pretoria, ma la fontana non arrivò completa: alcune sculture si erano rovinate durante il trasporto ed altre erano state trattenute dal proprietario.
    Cosi furono necessari alcuni interventi di adattamento nella ricomposizione dei pezzi.

    L’opera ruota attorno ad un bacino centrale circondato da quattro ponti di scalinate e da un recinto di balaustre; è costituita da tre vasche concentriche dalle quali inizia il gioco d’acqua che viene versata dalla sommità da un Bacco, mentre tutto attorno ci sono statue che rappresentano varie figure mitologiche, tra cui si riconoscono Venere, Adone, Ercole, Apollo, Diana e Pomona alle quali si aggiunge una rappresentazione allegorica dei fiumi di Palermo, ovvero l’Oreto, il Papireto, il Gabriele e

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  7. UNA BREVE STORIA DEL BACKGAMMON

    UNA BREVE STORIA DEL BACKGAMMON

    Per iniziare, questo tradizionale gioco da tavolo, del quale arriverà una nuova versione entro la fine di Giugno sul nostro sito, è noto con altri nomi in giro per il mondo. In italiano usiamo chiamarlo anche Tavola Reale, ma si sente nominare anche Tric Trac.

    La sua nascita si fa risalire a 4500 anni fa, grazie al ritrovamento del Gioco reale di Ur nella tomba di un re sumero nell'antica Mesopotamia, l'attuale Iraq. Altre fonti lo vorrebbero ancora più vecchio e originario dell'Iran.

    Sicuramente riuscì a diffondersi ad Occidente come in Oriente, grazie alle varie migrazioni di popoli e tribù; del Backgammon originale iniziarono a crearsi diverse varianti, diversi modi di giocare, a seconda dell'area geografica. Alcuni affreschi rappresentanti un campo da gioco molto simile a quello odierno si sono scoperti anche nell'antico Egitto, all'interno della tomba di niente di meno che il leggendarioTutankhamen.

    Il backgammon viene citato anche nella studiatissima Odissea, con l’episodio dei Proci intenti a giocare con delle pedine nell’atrio esterno del palazzo di Ulisse. Provate a prendere un vostro vecchio testo scolastico e divertitevi a scovare questo passaggio.

    Un gioco costituito da una tavola e tre dadi si conquista il suo posto d'onore anche nell'antica Roma; era conosciuto come Ludus duodecim scriptorum ("gioco delle dodici linee"), che successivamente prese il nome, probabilmente anche subendo delle modifiche, di Alea ("dado") o Tabula ("tavola"). Il gioco doveva essere molto diffuso in tutte le classi sociali. Svetonio, nelle sue Vite di dodici Cesari, descrive così l'interesse maniacale che l'imperatore Claudio nutriva per quel gioco: «Con gran passione giocava ai dadi, su la quale arte mise fuori anche un libro; e soleva giocare anche in viaggio, facendo adattare il cocchio e il tavoliere in modo che il giuoco non si scompigliasse». 

    Tracce di questo gioco si ha

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  8. IL VERO PESO CULTURALE DEL MAHJONNG

    IL VERO PESO CULTURALE DEL MAHJONNG

    "Il Mahjongg ha avuto il potere di essere sia un ponte che una barriera tra culture diverse", così spiega Annelise Heinz, una ricercatrice che a questo specifico gioco da tavolo ha dedicato un intero libro.
    Heinz è riuscita a tracciare come il popolare gioco d'origine asiatica ha sempre trovato il modo di essere comunità attraverso varie culture e paesi.

    Il Mahjongg é un gioco relativamente moderno, sviluppatosi intorno alla metà del 1880, soprattutto in grandi città della Cina, come Shangai e Beijing. E', poi, all'inizio degli anni Venti del Novecento che sviluppò una reputazione davvero internazionale. Esportatoti, negozianti e uomini d'affari aiutarono a diffondere questa nuova moda in tutto il mondo, anche in America.
    Nel nuovo mondo, tutto partì nuovamente dall'elite per arrivare successivamente all'intera popolazione, soprattutto come strumento per facilitare la transizione in un nuova era, più globalizzate e profondamente collegata con il mondo asiatico.

    E questa transizione è ben visibile anche nella vita delle donne.

    Alle sue origini, il Mahjonng era un gioco praticato soprattutto dagli uomini; nulla faceva pensare ad una sua successiva e decisa associazione con le donne e la loro femminilità. Le idee americane sulla cultura asiatica erano fondate su un modo di essere donne completamente diverso, non canonico, non standard. L'esotismo e la femminilità che ruotavano attorno al Mahjonng ne favorirono assolutamente una partecipazione così diffusa ed entusiasta.

    Ironia della sorte, i tempi erano profondamente razzisti. Il Johnson Reed Act del 1924, non fece che cementare le restrizioni per l'immigrazione degli asiatici negli Stati Uniti. Gli Americani continuarono a praticarlo con piacere perchè lo associavano a un misterioso ed antico passato cinese, ormai svanito, permettondo loro di prendere le distanze dalla popolazione contemporanea.

    Gli Asiatici che vivevano in America dovevano fare i conti con la loro p

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  9. ERNO RUBIK E IL SUO CUBO MAGICO

    ERNO RUBIK E IL SUO CUBO MAGICO

    Avete capito bene ... oggi parliamo del cubo di Rubik, originariamente conosciuto col nome di quadrato magico.

    Il rompicapo venne brevettato da Erno Rubik, un designer e architetto ungherese con la passione per l'enigmistica. Il primo fatto curioso, però, è che lo stesso inventore ci mise più di un mese a trovare la soluzione per la sua creazione. Pensate che al momento della nascita del cubo, Erno non sapeva nemmeno se ci sarebbe mai stata una soluzione!

    Ci sono diversi modi, invece, di approciarsi alla risoluzione del puzzle. Quello più intuitivo è il metodo a strati: 7 passaggi da effettuare e pochi algoritmi da memorizzare. Il metodo più usato per dagli speedcubers professionisti, invece, è il metodo Fridrich, che permette di risolvere il cubo molto più velocemente, raggruppando secondo-terzo, quarto-quinto, sesto-settimo passaggio del metodo a strati in singoli passaggi. 

    Il cubo di Rubik iniziò ad essere commercializzato dalla Idela Toy Corp nel 1980, vincendo il premio per il miglior gioco e rompicapo dell'anno.
    E se inizialmente venne apprezzato soprattutto nei circoli di appassionati cervelloni, nel corso degli Eighties diventò un vero e proprio must have.
    Lungo il corso degli anni ne sono stati venduti ben 350 milioni!

    Il primo torneo organizzato si tenne a Monaco nel 1981 per opera della Guinness Record Organisation.
    Fu un giocatore australiano ad aggiudicarsi la vittoria, con un tempo di soluzione che si attesta intorno ai 38 secondi ... 38 secondi...SECONDI! Tempi da pazzi!

    Il cubo è ormai una vera e propria icona vintage che non perde mai il suo fascino, è una sfida continua alla ricerca di nuovi record.
    Talmente continua e globale che ne venne realizzata anche una versione in Braille.

    La passione per questo rompicapo dai mille volti può prendere anche pieghe più spiacevoli. E' stato necessario, infatti, creare un'organizzazione chiamata Cubalcolici anonimi, per aiutare l

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  10. LE "PALLE" DEI MEDICI

    LE "PALLE" DEI MEDICI

    Il nuovo scrigno della nostra collezione Leonardo è ispirato alla famosa famiglia de' Medici, centrale per la Firenze del periodo rinascimentale.
    Sul nostro rompicapo infatti compaiono eleganti e raffinati intarsi che potrebbero avere a che fare con quel periodo storico e artistico. 

    Firenze, proprio in onore dei Medici, ha disseminato le sue strade con lo stemma della famiglia: uno scudo con delle palle rosse in campo d'oro.
    La curiosità sta nel fatto che gli scudi non sono esattamente uno uguale all'altro ... il numero delle palle, in araldica bisanti, al loro interno può variare.

    Se da principio infatti, le sfere nello stemma era pari ad undici, Giovanni di Bicci lo portò a nove, il figlio Cosimo a otto, ed il figlio di quest’ ultimo, Piero il Gottoso, arrivò a diminuirlo a sette. L'ultima diminuzione si ebbe con Lorenzo il Magnifico, che portò le sfere a 6, con alla sommità quella caricata con le insegne dei Reali di Francia.

    Sul perchè, poi, siano proprio delle palle al centro dello stemma mediceo si sono fatte supposizioni ed ipotesi in lungo e in largo. Alcune più verosimili, altre meno.
    Tra le più accreditate vi è quella per cui, in araldica, le “palle” di uno stemma stanno di solito a rappresentare il numero dei nemici uccisi in battaglia da chi le prese come propria insegna. I Medici avrebbero quindi cominciamento da un qualche soldato che, in una battaglia o campagna importante, per esempio nel corso di una Crociata, uccise undici nemici, ovvero il numero di palle che, come detto, stava all’ inizio sullo stemma.

    Un'altra ipotesi parecchio accreditata anche da fonti storiche vuole lo stemma mediceo alludere alla floridissima e fortunata attività di banchieri svolta dai Medici. Le palle non sarebbero altro che monete.
    Questa ipotesi in particolare sarebbe avvalorata dalla somiglianza dell'arme medicea con quella dell'Arte del Cambio, uno scudo a fondo rosso con b

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